Sanremo 2010 la contestazione finale ( Video).

Il festival di Sanremo edizione 2010 si è concluso tra le polemiche con la vittoria di Valerio Scanu.

A far esplodere le contestazioni oltre alla vittoria di Scanu è stato il secondo posto di Pupo ed Emanuele Filiberto e l’esclusione dai primi tre posti di voci come Noemi e Malika Ayane.

Questa edizione sarà ricordata per la sonora protesta dell’orchestra dell’Ariston che ha espresso la propria contrarietà al voto popolare buttando all’aria gli spartiti.

Sanremo 2010 la contestazione finale ( Video).ultima modifica: 2010-02-21T17:50:16+01:00da mamolitaas
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8 pensieri su “Sanremo 2010 la contestazione finale ( Video).

  1. ASSURDO NON HO PAROLE!LA RAI SE DEVE SOLO CHE VERGOGNARE, IMPOSSIBILE LA CLASSIFICA DEI FINALISTI, MA CHI AVREBBE MAI VOTATO DELLE CANZONI COSI ORRIBILI.NATURALMENTE ESCLUDO MARCO MENGONI l’UNICO CHE MERITAVA DI VINCERE, OLTRE MALIKA E NOEMI.

  2. complimenti a chi ha buttato anche solo 1 secondo della propria vita a vedere questa cagate di festival. Ma non avevate null di più importante da fare? non avete hobby, non avete una famiglia, non avete amici .. e allora è giusto che soffriate a vedere questi indecorosi spettacoli che bei adattano al popolino, e magari siete anche abbonati a sky per assistere alle partite di calcio della vostra squadra del cuore: complimenti!

  3. brava antonella, come al solito 6 la migliore! vorrei invitare tutti gli italiani di smettarla di mandare sms o telefonate alle varie trasmissioni televisive, ma dico se avete tenti soldi da buttare xchè non le spedite alle associazioni contro il cancro o telethon? possibile che vi dovete far prendere in giro così sfacciatamente? paghiamo già il canone e ci nutriamo di pubblicità se vogliono il nostro televoto che lo facciano gratis!

  4. Vedere il festivl di Sanremo secondo me non è una perdita di tempo. Fa capire come siamo messi in Italia. E siamo messi male. L’orchestra è stata grande, l’unica (insieme alla Clerici e ai cantanti esclusi dal podio) a dimostrare di saper fare il suo mestiere. L’unica a battersi in nome della meritocrazia. Un valore che in Italia è andato da tempo a farsi fottere. E questo festival ne è stato l’ennesima conferma.

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