03/02/2010

Morgan escluso da Sanremo: la cronostoria.

Morgan è stato escluso dal 60° Festival di Sanremo dove doveva presentare la canzone “La sera”: così paga le sue dichiarazioni più o meno fraintese al mensile MAX in uscita il 4 febbraio.
Ecco lo stralcio di intervista incriminato:
"La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura. Ne faccio un uso quotidiano e regolare".

In serata Morgan , capendo la gravità delle reazioni suscitate aveva ritrattato il senso dichiarando:
"Sono molto sconcertato ed amareggiato, anzi profondamente addolorato, per non dire disperato, per le frasi che mi sono state attribuite. L'intervista mi è stata sostanzialmente carpita, io penso esattamente il contrario: la droga fa male, la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all'uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione. Forse mi è stata tesa una trappola e ci sono caduto ingenuamente. Non ho mai nascosto certe mie debolezze in quanto persona autentica e sensibile, quindi tutti sanno di certi errori commessi in passato di cui ho anche parlato con delicatezza nelle mie canzoni e non certo nel modo strumentale e errato dell'articolo".

morgan_depresso.jpg

Purtroppo era troppo tardi e già la Rai aveva reagito con il seguente comunicato:
"Il direttore di RaiUno, Mauro Mazza, d'intesa con il direttore generale, Mauro Masi, dopo aver consultato il direttore artistico del festival Gianmarco Mazzi, ha deciso l'esclusione del cantante dalla 60^ edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo".


Mia opinione:
Posto che la legalità non è l’unico principio per stabilire ciò che è bene e ciò che è male ma di certo è un principio fondante troppo spesso ignorato anche da chi dovrebbe garantirla, è anche vero che il benessere/malessere provocato a se stessi tramite sostanze stupefacenti non è un fatto da rendere pubblico quando la propria opinione può avere impatti e condizionamenti pesanti sulla vita altrui.
Doveva rimanere un fatto privato (anche se palesemente intuibile da parte di un occhio attento).